Uomo “creato a immagine e somiglianza di Dio” e metodi per la pianificazione familiare
La recente istituzione di una commissione con il compito di reperire negli archivi vaticani la documentazione inedita dei lavori preparatori della Humanae Vitae e la ricorrenza del cinquantenario della promulgazione dell’Enciclica, avvenuta il 25 luglio 1968, stanno risvegliando l’attenzione, in effetti mai sopita, su questo contrastato documento.
Forse potrebbe essere utile premettere alcune considerazioni, che potrebbero aiutare la chiarezza del dibattito, che prevedibilmente si svilupperà nei prossimi mesi.
La prima considerazione è relativa alla “natura dell’uomo”, che, “creato da Dio a sua immagine e somiglianza”, possiede una propria “specificità naturale” che lo costituisce diverso dalle altre creature, anche in riferimento all’ambito sessuale. La volontà di Dio Creatore ha costituito la specie umana con caratteristiche sessuali diverse dal resto delle altre creature: infatti, mentre nelle altre specie aspetto unitivo e aspetto produttivo non sono distinti e praticamente le attività sessuali sono ristrette ai periodi fertili, nella specie umana l’unione sessuale non è funzionale solo alla procreazione (produttività), ma anche all’edificazione del rapporto di coppia e alla sua gratificazione e stabilità (unitività). Per questo, nella specie umana, aspetto unitivo e aspetto produttivo sono distinti, perché devono assolvere a “compiti naturali”, a cui le altre specie viventi non sono obbligate ad assolvere. A conferma di ciò, la liceità morale dell’aspetto unitivo permane anche oltre l’età fertile femminile.
Seconda considerazione è che i cosiddetti “metodi naturali” in effetti sono vere e proprie metodologie contraccettive fondate sulla ricerca dei periodi femminili non fertili: infatti, se fossero veramente naturali, uomini e donne in quei periodi non dovrebbero essere soggetti a pulsioni sessuali unitive. In questo senso è più corretto denominarli “metodi temporali” - non naturali! - perché non è “naturale”, interrompere i rapporti unitivi - edificanti l’armonia di coppia - in dipendenza della fertilità femminile. Inoltre, più se ne vanta la loro sicurezza contraccettiva, più si contraddice lo spirito della Humanae vitae.
Terza considerazione è che in etica la valutazione di un atto morale dipende molto dall’analisi dell’intenzione sottesa (atteggiamento): l’intenzionalità contraccettiva non viene attenuata dal metodo utilizzato e anche i “cosiddetti metodi naturali” possono essere perseguiti con intenzionalità contraccettiva.

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